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    Monastero di Torba, monache

    Monastero di Torba (VA)

    Monache

    M. Ferrero, 22 ottobre 2016    
    Le origini. Monaci e società nel mondo tardo antico

    La nascita del fenomeno monastico, manifestazione principe della religiosità medievale, affonda le radici nella costante ricerca dell'uomo del contatto con la Divinità. A partire dai primi secoli dell'era cristiana questa ricerca sfocia in fenomeni, individuali prima e collettivi poi, profondamente intrisi di spiritualità, ma legati a doppio filo con la mutazione di una società in grande fermento. A queste radici si cercherà di rendere conto nel corso del primo appuntamento del XIX ciclo di confrenze del Centro Studi Medievali Ponzio di Cluny.
        
    L. Canepari, 5 novembre 2016
    Inghilterra e Irlanda: il monachesimo dal centro alla periferia d’Europa

    Il secolo VI vede svilupparsi in Irlanda un’esperienza monastica singolare diversa per molti aspetti sia da quella degli eremiti del deserto, sia da quella benedettina. Attraverso l’opera missionaria di San Colomba questa esperienza si trasmette alla Scozia e all’Inghilterra. I fondamenti di questo monachesimo irlandese sono non solo la dura disciplina e lo spirito di penitenza, ma anche l’amore per il sapere e per l’arte, in particolare la poesia e la miniatura.

    La massima pratica ascetica è la “peregrinatio”, il mettersi per mare abbandonandosi totalmente alla provvidenza per sbarcare in lidi lontani e sconosciuti e portarvi la fede. Questo monachesimo non ebbe perciò carattere autarchico, ma riversò sul continente europeo numerosissimi monaci-apostoli dei quali i più famosi furono San Colombano e San Bonifacio, l’apostolo della Germania attraverso i quali contribuì al formarsi dell’identità e della cultura europea.


    F. Gasparini, 19 novembre 2016
    S. Benedetto: la Regola e le fonti

    Dopo avere preso in esame la nascita dell'esperienza monastica, il suo dispiegarsi dall'Oriente all'occidente che si apprestava a entrare in quel lungo periodo che siamo soliti definire Medioevo, dopo averne osservato l'allungarsi anche alle isole britanniche (con caratteristiche totalmente differenti rispetto a quanto si andava concretizzando sul Continente), questa terza conferenza affronta la figura di s. Benedetto, con lo scopo di metterne in rilievo le peculiarità e di allontanare dalla sua figura i falsi miti che nei secoli hanno finito per cancellare la reale entità dell'uomo e del monaco.


    G. Comiati, 3 dicembre 2016
    Alle porte del paradiso. Testo e contesto dell’ufficio monastico antico

    Certamente meno trattato, il tema della liturgia del mondo monastico medievale costituisce invece uno dei punti fermi e irrinunciabili della storia monastica: sulla liturgia discussero i padri dei deserto, della liturgia i grandi ordini del monachesimo medievale  - i cluniacensi su tutti - fecere il caposaldo del proprio operare. Allo sviluppo durante i primi secoli del cristianesimo, in particolare fino al periodo carolingio, sarà dedicata la serata.

    Relatore sarà don. Gaetano Comiati, liturgista, insegnante presso l’Istituto teologico e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose A. Onisto di Vicenza e direttore dell'Istituto Diocesano di Musica Sacra “Ernesto Dalla Libera” della stessa città-
        
    A. Chemin, 17 dicembre 2016
    Aspetti di teologia monastica

    Dal IV al IX secolo fiorisce il monachesimo nell’Occidente mediterraneo. La storia della teologia monastica ha come fulcro il costituirsi delle varie regole da quella di Agostino a quella di Benedetto da Norcia.Le norme di vita nei monasteri erano molto concrete e il loro fine era l’elevazione spirituale dei monaci. Il cuore pulsante del monastero è Cristo: il suo “lieto annuncio” . Concretezza nella vita ed elevazione spirituale si riassumono nelle diverse regole che scandiscono la vita dei monasteri. La teologia è vissuta come ricerca e contemplazione. La regola di S. Benedetto da Norcia diviene, in Europa, dal IX secolo in poi la pietra di paragone e l’esempio su cui si struttura la vita dei monasteri che sono centri di spiritualità, di cultura e di economia.
        
    S. Caldano, 14 gennaio 2017

    Le origini dell’architettura cristiana in Italia

    Nell’epoca delle persecuzioni, per forza di cose, non esistevano edifici adibiti alla celebrazione del culto cristiano. Normalmente fu adibito a vano liturgico un ambiente di una casa privata: così a Dura Europos, caso ben conservato, intorno al 256. A partire dal 313 la situazione cambiò grazie alla proclamazione della libertà di culto da parte dell’imperatore Costantino, con l’editto di Milano. Per gli edifici religiosi di maggiore impegno si scelse di fare tesoro di una tipologia collaudata da tempo: la basilica civile, che fu ovviamente adattata in funzione delle nuove esigenze liturgiche. La relazione si soffermerà su alcuni cantieri di grande portata tra Roma, Milano e Ravenna, in un arco di tempo che spazia dal IV al VI secolo

     

    S. Ferrari, 28 gennaio 2017
    Il monachesimo femminile: origini, sviluppo e spazi di culto

    L'attenzione degli studi nei confronti del monachesimo femminile e dei suoi diversi aspetti si può considerare un fatto piuttosto recente se confrontato con il corrispettivo maschile. Il periodo tardo antico e altomedievale offre fondamentali elementi per l’analisi del fenomeno, a partire dalla nascita delle prime regole composte nell’Occidente medievale per alcune comunità femminili (l’esempio più significativo è costituito da quella di Cesario di Arles), sino all’avvento della riforma carolingia che comportò l’adozione generalizzata della regola benedettina (che non ha una ‘declinazione’ femminile) anche nei cenobi di monache. La conferenza si soffermerà su alcune implicazioni di particolare interesse, come la prescrizione della clausura, l’organizzazione interna di questi monasteri, il posto riservato al coro delle monache nella chiesa in cui si officiava e l’insediamento di queste comunità all’interno del tessuto cittadino, confrontando corrispondenze e differenze tra le norme e alcuni specifici casi nord italiani ed europei.


    E. Percivaldi, 11 febbraio 2017
    Monaci e potere politico: il monachesimo tra Longobardi e Franchi
    L'avvento dei Longobardi nel VI secolo ha avuto ripercussioni importanti non solo sull'assetto politico e sociale dell'Italia ma anche sulle istituzioni religiose. Dopo il primo momento di “rottura”, il processo di consolidamento del regno iniziato con Teodolinda e Agilulfo all'inizio del VII secolo ha posto anche le basi per uno sviluppo dell'istituzione monastica aprendo una lunga stagione di importanti fondazioni. Da Bobbio a Brescia, da Nonantola a Benevento, la relazione esaminerà alcune delle principali di esse mettendone in luce il ruolo come strumento di controllo ed evangelizzazione del territorio, come avamposti per accrescere l'influenza del regno in zone di confine, ma anche come emblemi di ricchezza e centri di potere.


    M. Ferrero, 25 febbraio 2017
    Monasteri e territorio: l’esempio della Novalesa

    Nel mondo medievale i monasteri non sono soltanto luoghi di preghiera, ma elementi complessi che interagiscono con il territorio circostante sotto il profilo geografico, politico, istituzionale ed economico.Essi rappresentano poi il risultato di politiche importanti messe in campo dalle classi egemoniche della società, che fecero spesso delle fondazioni  delle teste di ponte per il controllo del territorio. L'abbazia della Novalesa, uno degli enti di maggiore rilievo dell'Italia Occidentale, la cui fondazione risale al 726, costituisce uno splendido campo di applicazione di tutto ciò che del monachesimo medievale c si crede, si dice e si scrive.E non fu ente supinamente soggetto ail volere dei fondatori, ma corpo pensante e operativo, che lasciò al territorio tracce e ricordi indelebili, che ancora oggi si manifestano grazie a testimonianze artistiche di assoluto rilievo e grazie alla rinnovata presenza monastica da oltre trent'anni.


    A. Puglia, 11 marzo 2017
    Scrivere nei monasteri: scriptoria e circolazione libraria nell’Europa carolingia

    NCon la relazione, si intende descrivere il ruolo delle fondazioni monastiche nella renovatio carolingia della cultura e nella trasmissione dei testi antichi. Il filo conduttore della relazione è l’analisi dei manoscritti della tradizione carolingia, attraverso i quali si metteranno a fuoco i principali problemi relativi alla storia della cultura altomedievale all’affermazione dell’ideologia regia carolingia. Pertanto, sarà il manoscritto, l’oggetto materiale vettore della trasmissione dei testi, che occuperà la maggior parte del tempo, e in particolare il manoscritto prodotto negli scriptoria dei monasteri. Le aree oggetto della relazione sono soprattutto l’Italia Settentrionale, la valle della Loira e le fondazioni dell’Alamannia e della Francia Orientalis (l’odierna Germania). La cronologia, invece, va dalla presa del potere di Carlo in Italia fino alla fine del secolo IX, con particolare riferimento alla renovatio culturale messa in atto da Carlo Magno.


    G. Andenna, 25 marzo 2017
    Il monachesimo in epoca carolingia: la riforma di Benedetto d’Aniane